MANIFESTO
ImpactSkills ha scelto
la sua strada.
Un approccio critico, aperto, democratico, basato su evidenze, che mette al centro le persone, e orientato a un approccio etico, per sfruttare la tecnologia a beneficio della società.
Tecno-Determinismo Tecno-Scetticismo Tecno-Realismo
Né Tecno-Determinismo, né Tecno-Scetticismo. Ma Tecno-Realismo.
ImpactSkills ha scelto la sua strada: non quella del fatalismo tecno-deterministico, né quella del paralizzante tecno-scetticismo, ma quella del tecno-realismo: un approccio critico, aperto, democratico, basato su evidenze, che mette al centro le persone, e orientato a un approccio etico, per sfruttare la tecnologia a beneficio della società.
Il tecno-determinismo considera la tecnologia come una forza autonoma e inevitabile, capace di determinare i cambiamenti sociali e relegare l’azione umana a un ruolo passivo o secondario. Questa visione suggerisce che, una volta emersa una tecnologia, i suoi impatti siano inevitabili, siano essi positivi o negativi. Tale approccio non solo semplifica eccessivamente le complessità del progresso sociale, ma ignora anche i profondi fattori sociali, culturali, economici e politici che modellano lo sviluppo umano. Inoltre, non riconosce la natura pluriversale del nostro mondo — “un mondo dove molti mondi trovano spazio” — rischiando di proporre soluzioni che rafforzano le divisioni e perpetuano le disuguaglianze anziché affrontarle.
D’altra parte, il tecno-scetticismo cade nella trappola di diffidare di ogni progresso tecnologico. Pur essendo necessario un atteggiamento critico e vigile sui rischi e le implicazioni etiche della tecnologia, lo scetticismo paralizzante spesso ignora i numerosi modi in cui la tecnologia può potenziare le comunità, colmare divari e offrire opportunità di cooperazione transnazionale. Chiudere la porta alla tecnologia significa chiudere la porta alle possibilità.
Ad ImpactSkills, abbracciamo il tecno-realismo perché riconosce le complessità e le dinamiche di potere legate alla tecnologia, rifiutando narrazioni semplicistiche che la glorificano o la respingono.
Il tecno-realismo fornisce il quadro necessario per un impegno critico, permettendoci di plasmare la tecnologia come uno strumento per l’equità, la capacità umana di agire in modo proattivo per il cambiamento e il progresso collettivo, anziché lasciare che produca risultati al di fuori del controllo umano.
Riconosciamo che la tecnologia e i suoi artefatti, sia materiali che immateriali, non sono neutrali.
Sono intrinsecamente plasmati dalle prospettive, dai valori e dalle esperienze umane, riflettendo scelte esplicite e implicite, fatte durante la loro progettazione e implementazione. Di conseguenza, gli assetti tecnologici possono perpetuare o sfidare gli ordini sociali, spesso favorendo certi interessi a scapito di altri. In ogni contesto, le tecnologie portano con sé l’eredità di queste scelte, influenzando interazioni e risultati secondo le priorità incorporate in esse.
Riconosciamo anche che la tecnologia ha proprietà politiche.
In quanto tale, la tecnologia è sempre una configurazione stratificata e interdipendente di entità commerciali, istituzioni, politiche, ideologie, mercati e interessi economici.
Approcciamo la tecnologia come parte della prassi, un processo di azione informata e riflessione critica, mirato a trasformare le strutture sociali, politiche, economiche e di altre entità.
La prassi, per noi, significa unire teoria e azione in modo inscindibile, creando spazi interepistemici in cui la tecnologia diventa accessibile e comprensibile per la società, trasformandola in un agente consapevole e attivo. In questo processo, la tecnologia si trasforma da strumento di dominio e polarizzazione in uno strumento di cooperazione, favorendo autonomia e capacità di agire per il bene comune.
Ad ImpactSkills, abbracciamo un tecno-realismo fondato su cinque principi
Critico e Contestuale
Esaminiamo e valutiamo il potenziale e i limiti della tecnologia attraverso il filtro dei bisogni reali delle persone e delle dinamiche di potere.
Ogni strumento che valutiamo, raccomandiamo o costruiamo è pensato per affrontare le sfide e sfruttare le opportunità specifiche di coloro che serviamo. Crediamo che l’umano preceda la tecnologia; pertanto, comprendere criticamente i contesti politici, economici e socio-culturali è alla base di ogni intervento tecnologico.
Centrato sulle Persone
Autonomia, non automazione; protagonismo sociale non alienazione; dignità, non dominio.
Oggi più che mai, gli interventi tecnologici devono basarsi su un approccio centrato sulla persona — che valorizzi la pluralità di saperi e creatività autentiche e favorisca connessioni umane significative.
Democratico
Troppo spesso, i sistemi tecnologici operano al di là della supervisione umana, acquisendo un’autonomia che li allontana dalle persone che dovrebbero servire.
Questo crescente divario tra la complessità dei sistemi tecnologici e la comprensione umana rischia di erodere la capacità umana di agire in modo proattivo, fondamentale per la cittadinanza attiva e la democrazia. Noi crediamo che colmare questo divario e sviluppare competenze critiche per il 21° secolo — dotando individui e comunità delle conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori per comprendere, governare e riprogettare la tecnologia — sia fondamentale.
Etico e Basato sulle Evidenze
Rifiutiamo il clamore a favore di approcci informati e basati su evidenze, radicati nella trasparenza, nell’equità e nella valutazione critica.
Il nostro approccio dà priorità all’impatto a lungo termine rispetto ai guadagni a breve termine, garantendo che gli interventi tecnologici siano non solo efficaci ma anche equi e sostenibili. Crediamo che le considerazioni etiche debbano guidare ogni fase del processo — dalla progettazione all’implementazione — assicurando che nessuna soluzione comprometta la dignità umana, l’inclusività, la responsabilità e la trasparenza.
Aperto, Adattivo e Pragmatico
Sappiamo che la perfezione è irraggiungibile.
Invece, falliamo, riproviamo, riflettiamo, impariamo, ci adattiamo e agiamo di nuovo, assicurandoci che ogni passo avanti sia basato sulla pratica e sull’esperienza, sull’azione e sulla riflessione. Il nostro approccio è anche aperto, abbracciando collaborazione, trasparenza e condivisione di conoscenze e strumenti. Dando priorità all’apertura, promuoviamo innovazione e progresso collettivo, garantendo che gli interventi siano accessibili, inclusivi e adattabili a contesti diversi.
Invito alla lettura
Questo manifesto trae ispirazione dalle idee di diversi autori, le cui opere hanno plasmato la nostra comprensione della tecnologia, dell’etica e delle possibilità per un futuro più giusto e inclusivo.
Invitiamo i lettori a esplorare questi testi per approfondire i principi e le pratiche qui delineati.
- Escobar, A. (2020). Pluriversal politics: The real and the possible. Duke University Press.
- Escobar, A. (2018). Designs for the pluriverse: Radical interdependence, autonomy, and the making of worlds. Duke University Press.
- Freire, P. (1970). Pedagogy of the oppressed. Herder and Herder.
- Harding, S. G. (1991). Whose science? Whose knowledge? Thinking from women’s lives. Cornell University Press.
- Haraway, D. J. (1991). A cyborg manifesto. In D. J. Haraway, Simians, cyborgs, and women: The reinvention of nature (pp. 149–181). Routledge.
- hooks, b. (1994). Teaching to transgress: Education as the practice of freedom. Routledge.
- Illich, I. (1973). Tools for conviviality. Harper & Row.
- Mbembe, A. (2023). Brutalism. Duke University Press.
- McQuillan, D. (2022). Resisting AI: An anti-fascist approach to artificial intelligence. Bristol University Press.
- Technorealism. (n.d.). Technorealism: Finding a middle ground in the debate over technology. Retrieved April 27, 2024, from https://web.archive.org/web/20240427074448/technorealism.org/
- Weizenbaum, J. (1976). Computer power and human reason: From judgment to calculation. W. H. Freeman.
- Winner, L. (1977). Autonomous technology: Technics-out-of-control as a theme in political thought. MIT Press.