L’altra Africa. Terra di startup e innovazione

Africa e startup

In Africa inizia a prender forma un ecosistema dell’innovazione, che ruota principalmente attorno a Uganda, Rwanda e Kenya. E c’è anche un po’ di Italia in questo percorso, attraverso BeEntrepreneurs, associazione non profit che da più di sei anni, in collaborazione con Primo Ventures, supporta e connette imprenditori del continente africano con il mondo dell’innovazione italiano.

«L’aspetto bello e interessante, è il ribaltamento della narrativa sull’Africa: non il territorio da cui scappare, ma una realtà entusiasmante, con tante difficoltà da affrontare, certo, ma anche con infinite potenzialità – spiega Gianluca Dettori, Chairman e partner di Primo Ventures –. È un territorio ricco di giovani imprenditori, per lo più donne, che stanno contribuendo allo sviluppo di un nuovo mercato molto interessante. Non è un caso che oggi tutto il mondo sia in Africa: è lì che si gioca il futuro del mondo. Basti pensare che nei prossimi anni, si stima che nel mercato del lavoro sono destinati a entrare 80 milioni di africani ogni anno».

L’aspetto bello e interessante, è il ribaltamento della narrativa sull’Africa: non il territorio da cui scappare, ma una realtà entusiasmante, con tante difficoltà da affrontare, certo, ma anche con infinite potenzialità (Gianluca Dettori)

Attraverso Startup Africa Roadtrip, programma di scouting di startup africane, l’associazione ha già accelerato 80 startup e ha permesso alle startup seguite di raccogliere oltre 2 milioni di dollari.

Tra i principali settori in cui operano le startup africane ci sono il FinTech, settore in grande espansione nel continente, dove sono molto diffusi i sistemi di mobile payments, come Mpesa. Senza tralasciare l’utilizzo della tecnologia blockchain, adottata principalmente dai siti che si occupano di trasferimenti di denaro dall’estero in modo sicuro. «Molti progetti sono dedicati all’agricoltura e poi c’è quella che si potrebbe definire innovazione rurale – spiega Gianluca Dettori –. Si tratta di piccole innovazioni, che magari impattano solo sulla vita di un piccolo villaggio, ma potenzialmente dotati di una scalabilità quasi infinita, se consideriamo che in Africa ci sono più di 200 milioni di piccoli villaggi». E qui interviene BeEntrepreneurs, che mira a costruire una piattaforma di innovazione globale, fornendo competenze e connessioni imprenditoriali essenziali per attrarre il capitale umano e soprattutto i talenti locali.

Gianluca Dettori torna indietro ai tempi in cui girava l’Italia a bordo del BarCamper alla ricerca delle startup innovative del nostro paese: «L’Africa oggi mi ricorda un po’ quel momento, ma con potenzialità ancora maggiori. In Uganda, realtà che conosciamo bene, perché ci abbiamo lavorato negli ultimi cinque anni, l’età media è di 16 anni e il reddito medio mensile è di 30 dollari. Ci sono possibilità enormi di produrre impatto».

Fino ad oggi, tutti i risultati sono stati raggiunti grazie all’impegno dei volontari che collaborano al progetto. Da quest’anno, sarà possibile sostenere l’attività di BeEntrepreneurs APS donando il 5 x mille, per una cooperazione innovativa.

Questo articolo è stato scritto per la Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva 2023 #GNIC2023

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