Al via la Low Code Academy

Partecipazione alla Low Code Academy

Ha preso il via, ieri, lunedì 23 ottobre, la Low Code Academy con un primo incontro di benvenuto per gli iscritti. È stata l’occasione per fornire le coordinate fondamentali dei quattro moduli del corso a tutti coloro che intraprenderanno questo viaggio, sciogliere dubbi e soprattutto conoscersi.

Più di trenta i partecipanti, con una netta predominanza di partecipazione femminile, dovuta alla presenza di 20 partecipanti selezionate nell’ambito del Progetto ITac@.

La maggioranza dei partecipanti ha un’età che oscilla tra i 26 e i 45 anni.

Grafico delle risposte di Moduli. Titolo della domanda: Qual è il tuo titolo di studio e/o specializzazione?. Numero di risposte: 33 risposte.

Più dell’80% dei partecipanti seguirà il corso dell’Italia, con due eccezioni, e qualcuno si sposterà tra Italia ed estero. Inoltre, il 45,5% dei partecipanti fa parte di un’ente, associazione o ONG.

L’evento di presentazione è stata anche l’occasione per disegnare una mappa delle provenienze degli studenti e raccogliere le loro motivazioni. C’è chi lavorando sul campo per diverse ONG si collega da Kigali in Rwanda o da Bangkok. In questo caso il desiderio è ampliare le proprie competenze e soprattutto estenderle ad altre donne, attraverso reti di contatti costruite sul territorio. L’Italia è coperta da Sud a Nord, isole comprese, come si suol dire. Da Torino alla Sardegna, da Milano alla Puglia, passando per Sardegna, Lazio, Veneto, Marche.

Le aspettative dei partecipanti

C’è chi vivendo in montagna, vuole apprendere nuove competenze per riuscire conciliare vita lavorativa ed esigenze familiari, magari attraverso un lavoro da remoto. Qualcuno spera di realizzare un progetto didattico editoriale e chi, giovanissima (frequenta l’ultimo anno delle superiori), vuole approfondire argomenti che potranno essere utili per il futuro. Qualcuno auspica di poter creare siti internet in autonomia, altri desiderano acquisire le competenze necessarie per avviare una propria startup a impatto sociale, soprattutto si vogliono apprendere nuove skills e fare un po’ di pratica.

Le paure comuni

I timori sono soprattutto legati ai carichi di lavoro: chi pensa di non riuscire ad arrivare al termine del percorso, chi pensa di essere troppo vecchio o di non stare al passo. Visto l’orario pre-serale, qualcuno, con una punta di ironia, teme la partecipazione del figlio al corso.

Il livello abbastanza omogeneo della classe è però un buon antidoto contro ogni timore. Questo permetterà di disegnare un percorso in grado di rispondere alle esigenze di ciascuno.

Inoltre non mancano motivazioni e disponibilità a dedicarsi alle esercitazioni pratiche, che svolgono un ruolo essenziale. Più del 60% è disponbile a dedicare più di un’ora a settimana agli “esercizi a casa”. Appena il 6%, per diverse tipologie di impegni, ritiene di avere difficoltà a ritagliarsi tempo al di fuori del corso.

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