Atlanti del Cibo e Osservatorio Food Policy: conoscenza e governance alimentare dal locale al nazionale
Il progetto OnFoods – Research and Innovation Network on Food and Nutrition Sustainability, Safety and Security nasce nell’ambito del PNRR, con l’obiettivo di favorire la transizione del sistema alimentare italiano verso modelli sostenibili, sicuri e salutari.
Il progetto si sviluppa attraverso un approccio fortemente interdisciplinare, che coinvolge oltre 100 ricercatori di 20 settori scientifici, dalla nutrizione alla sociologia, dall’economia all’ingegneria alimentare, con l’obiettivo di costruire strumenti e metodologie capaci di osservare e orientare politiche e comportamenti alimentari.
In totale, il programma include più di 50 progetti dedicati a politiche alimentari locali, diete sane e sostenibili, ristorazione collettiva e comportamenti di consumo.
Un esempio emblematico è il Laboratorio di Ristorazione Sostenibile (LARISO) dell’Università di Bologna che, lavorando in stretta collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, ha costituito un tavolo tecnico-scientifico-politico permanente con scuole, famiglie, cuochi e attori della filiera per ridurre sprechi e migliorare la dieta dei bambini. In questo framework si inserisce il progetto OnFoodAtlas, vincitore del bando a cascata dello Spoke7 OnFoods, che sviluppa modelli e strumenti, anche digitali, per descrivere, analizzare, monitorare e promuovere le politiche del cibo a livello locale.
I risultati di questa fase di attivazione del progetto sono stati raccontati ieri, martedì 21 ottobre, durante un webinar online. Di seguito i principali temi emersi durante la serata e le slide proposte, liberamente consultabili.
L’Osservatorio nazionale sulle politiche locali del cibo
Il progetto OnFoodAtlas si collega direttamente all’Osservatorio nazionale delle Politiche Locali del Cibo, una rete che riunisce oltre 30 università e enti di ricerca.
Come ha spiegato Davide Marino, professore presso l’Università del Molise: “L’Osservatorio intende sviluppare metodologie, strumenti e scenari per la valutazione e il monitoraggio delle politiche, intese non solo come atti amministrativi, ma anche come processi e pratiche in atto nei territori.”
L’Osservatorio monitora inoltre le buone pratiche locali, come quelle identificate dal gruppo guidato da Francesca Volpe, Project manager Ciheam Bari, che ha catalogato oltre 120 esperienze in circa 80 città e aree rurali italiane, selezionandole per innovazione, integrazione tra attori e prospettiva di lungo periodo.
“Molte di queste esperienze non si presentano come vere e proprie politiche – ha sottolineato Volpe –, ma di fatto rappresentano pratiche integrate di governance alimentare locale.”
Gli Atlanti del Cibo
Gli Atlanti locali del cibo di Torino Metropolitana, Città Metropolitana di Roma Capitale e Laguna di Venezia rappresentano i poli promotori del progetto OnFoodAtlas. Altri Atlanti sono in fase di avvio in nuove aree metropolitane e territori diffusi, con l’obiettivo di creare una rete nazionale interconnessa e coordinata con le attività dell’Osservatorio.
Il lavoro tecnico-informatico di questo percorso è coordinato dal team Impactskills per lo sviluppo delle piattaforme e dall’Università di Torino per la costruzione del progetto “FirstLife – Rete degli Atlanti del Cibo”, un sistema digitale collaborativo che consente la mappatura delle pratiche alimentari locali, la raccolta di dati partecipata e l’integrazione tra livelli territoriali e accademici.
L’Atlante di Torino Metropolitana, con oltre dieci anni di esperienza, combina produzione di dati, relazioni tra attori istituzionali e non e supporto alle decisioni politiche, pubblicando report e mappe tematiche e promuovendo iniziative di formazione e dialogo tra istituzioni e società civile.
Roma ha sviluppato un Atlante come parte del Piano Strategico Metropolitano, con oltre 200 cartografie e un sistema georeferenziato che integra dati socio-economici e interviste agli operatori del settore.
Anche l’Atlante della Laguna di Venezia si configura come un laboratorio vivente, basato sulla co-progettazione, il cui esito principale è la piattaforma digitale interattiva.
In parallelo, nuovi Atlanti sono in fase di realizzazione in diverse aree italiane, tra cui l’Atlante di Cuneo Metromontana che integra politiche urbane e montane tramite Living Lab e report territoriali, ma anche Campobasso, Rieti, Padova e il Novarese, con percorsi partecipativi volti a consolidare reti territoriali e promuovere politiche alimentari locali condivise.
Gli Atlanti del Cibo rappresentano non solo strumenti di conoscenza, ma veri laboratori di innovazione e governance, capaci di trasformare esperienze locali in strategie integrate per un sistema alimentare più sostenibile e inclusivo.
Il portale degli Atlanti e l’integrazione con FirstLife
L’ultima parte del webinar si è concentrata sulla dimensione tecnologica del progetto, illustrando lo sviluppo delle piattaforme digitali dedicate agli Atlanti del Cibo. Secondo Luca Morano (Tech Lead e Digital Designer Impactskills), “una delle sfide più grandi è stata creare contenuti mentre si progettavano le piattaforme”, garantendo al contempo usabilità, accessibilità e scalabilità, in linea con l’European Accessibility Act e con pratiche inclusive. Parallelamente, OnFoodAtlas offre un modello digitale open source per facilitare la creazione di nuovi atlanti locali: “vogliamo rendere più facile raccontare quello che si fa sul territorio”, spiegano i progettisti, e il template è già in uso per l’Atlante del Cibo di Torino.
A questo, si aggiungono le possibilità offerte dalla piattaforma First Life, sviluppata dall’Università di Torino, che consente la mappatura collaborativa dei dati dal basso, integrando mappe interattive, schede esperienza e filtri per regione, categoria e tipo di progetto. Tutti i dati sono liberamente consultabili, mentre la creazione di contenuti richiede un login.
Come evidenziato dalle coordinatrici, l’obiettivo è fornire strumenti digitali facilmente utilizzabili da Atlanti esistenti e nascenti, promuovendo partecipazione, continuità e visibilità delle esperienze sul territorio.