Tagli al Fondo per la Repubblica digitale. La preoccupazione degli enti del terzo settore
Articolo aggiornato il 4 marzo 2025, ore 15.20
Con un comunicato stampa rilasciato il 3 marzo, il Fondo per la Repubblica Digitale, a pochi giorni dal taglio dei finanziamenti (70 milioni di euro) disposto da Governo (si veda la seconda parte dell’articolo), ha presentato il Piano Strategico 2025-2026, che mette in campo 100 milioni di risorse nell’arco del biennio.
Tra gli obiettivi: lo scale-up dei bandi già realizzati, l’incremento del plafond del bando Fuoriclasse, l’apertura di un canale di cofinanziamento per sostenere progetti attraverso collaborazioni strategiche, il potenziamento dei Centri di Facilitazione Digitale.
DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DEL FONDO PER LA REPUBBLICA DIGITALE
Roma, 3 marzo 2025 – Il Comitato di indirizzo strategico (CIS) del Fondo per la Repubblica Digitale si è riunito in data 10 febbraio per deliberare il Piano Strategico relativo alle annualità 2025-2026. In campo risorse per 100 milioni di euro.
Al centro del Piano: lo scale up di bandi già realizzati attraverso la pubblicazione di nuovi avvisi pubblici, l’incremento del plafond del bando Fuoriclasse, l’apertura di un canale di cofinanziamento per portare avanti collaborazioni strategiche e sostenere progetti con un alto potenziale di efficacia e il potenziamento dei Centri di Facilitazione Digitale attraverso la pubblicazione di un nuovo bando.
Le misure approvate durante l’incontro sono volte a garantire il consolidamento di attività già avviate con successo e confermare nuove iniziative che guideranno le azioni del Fondo nel corso del biennio 2025-2026, per affrontare le grandi sfide del futuro in linea con la mission del Fondo.
Le modalità di intervento del Fondo per la Repubblica Digitale sono state definite da un Protocollo di intesa siglato tra il Governo e l’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio (Acri). L’obiettivo è sostenere progetti, selezionati attraverso bandi, rivolti alla formazione e all’inclusione digitale, per accrescere le competenze digitali e sviluppare la transizione digitale del Paese. Attraverso la valutazione d’impatto dei progetti sostenuti, il Fondo mira, nell’arco del quinquennio 2022-2026, a selezionare i più efficaci per ampliarne l’azione sul territorio nazionale e raggiungere più persone, realizzando miglioramenti tangibili nelle competenze digitali. L’obiettivo strategico del Fondo è individuare le best practice in ambito di upskilling e reskilling digitale, così da poterle riportare al decisore pubblico perché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali.
LE MISURE PREVISTE DAL PIANO STRATEGICO 2025-2026.
Il Fondo per la Repubblica Digitale ha definito il Piano Strategico per il biennio 2025-2026, proseguendo nella sua mission che prevede interventi mirati per la crescita delle competenze digitali e l’inclusione. Nonostante la rimodulazione delle risorse a disposizione, come da Legge di Bilancio per l’anno 2025, il Fondo mette in campo, per il biennio 2025-2026, 100 milioni di euro.
Il Piano Strategico 2025-2026, delineato dal Comitato di indirizzo strategico, stabilisce:
- la realizzazione dello scale up di bandi già realizzati attraverso la pubblicazione di nuovi bandi aperti a tutti gli stakeholder I progetti già sostenuti che avranno dimostrato maggiore impatto nella fase sperimentale riceveranno una premialità. L’obiettivo è finanziare un numero ridotto di progetti, di maggiori dimensioni sia in termini di risorse economiche assegnate, di beneficiari raggiunti e di raggruppamenti proponenti al fine di testare la tenuta di tali progetti su un raggio d’azione più ampio e consegnare al decisore pubblico le migliori pratiche in termini di efficacia e impatto generato. Con riferimento alla dotazione complessiva di 100 milioni di euro, a tal fine vengono stanziati in totale circa 85 milioni di euro per lo scale up dei bandi Futura, Onlife, Prospettive, Polaris e Digitale sociale.
- incremento del plafond del bando Fuoriclasse, volto al reinserimento sociale delle persone detenute attraverso la formazione digitale, da 5 milioni originariamente previsti a 10 milioni di euro, anche in considerazione dell’alto numero di proposte pervenute alla chiusura del bando, tenutasi lo scorso 10 febbraio;
- apertura di una linea di cofinanziamento, con una dotazione di risorse pari a 5 milioni di euro, al fine di attrarre risorse private e portare avanti collaborazioni strategiche e sostenere progetti con un alto potenziale di efficacia, in linea con le iniziative realizzate nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale messe in campo anche con il sostegno di Google.org.
- pubblicazione di un bando per il potenziamento dei Centri Facilitazione Digitale (5 milioni di euro), iniziativa proposta dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale al fine di fornire opportunità di alfabetizzazione digitale ai cittadini su tutto il territorio nazionale.
“Il Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale ha delineato il Piano relativo al biennio ‘25-‘26, confermando l’impegno a garantire la continuità operativa e l’efficacia delle proprie attività, nel perseguimento degli obiettivi strategici prefissati. Un approccio che testimonia la solidità del lavoro svolto e la volontà di proseguire nel processo di accrescimento delle competenze nella transizione digitale. In tale contesto, la sinergia tra Governo e Fondazioni di origine bancaria può svolgere un ruolo centrale nel promuovere iniziative per lo sviluppo del Paese.”, così Daria Perrotta, Ragioniere generale dello Stato e Presidente del Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale.
“Con l’approvazione del Piano strategico 2025-2026, il Fondo per la Repubblica Digitale consolida ulteriormente la sua azione per favorire l’accesso alle nuove competenze digitali da parte di un ampio numero di italiani, che rischiano di essere esclusi dalla transizione digitale in corso. Lo scale-up delle sperimentazioni positive del primo triennio di attività e le nuove linee di intervento delineate dal Comitato di indirizzo strategico per il prossimo biennio contribuiranno a estendere l’impatto delle iniziative del Fondo. In particolare, l’introduzione della possibilità di cofinanziamento, già sperimentata con successo dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, potrà generare un ulteriore effetto leva in termini di risorse disponibili e, soprattutto, favorire il coinvolgimento di altri attori del Paese in questa vasta operazione di contrasto alle nuove disuguaglianze, di cui le Fondazioni di origine bancaria sono convintamente tra i principali promotori.”, dichiara Giovanni Azzone, Presidente di Acri.
“Con il Piano Strategico ‘25-‘26 l’Impresa sociale continua a sostenere progetti e iniziative per la formazione e l’inclusione digitale, con un’attenzione particolare alle categorie più vulnerabili della popolazione. L’obiettivo è ampliare l’accesso al digitale, offrendo opportunità concrete di sviluppo delle competenze digitali e di inserimento lavorativo, grazie alla collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore. Pur tenendo conto della rimodulazione delle risorse disponibili, il nostro impegno per accompagnare il Paese nella transizione digitale resta saldo. Solo così possiamo garantire maggiore coesione sociale e un processo di trasformazione digitale equo ed efficace.”, afferma Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale.
COS’È IL FONDO PER LA REPUBBLICA DIGITALE. Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inoccupati, lavoratori a rischio disoccupazione causa dell’automazione, dipendenti, collaboratori e volontari degli enti dell’economia sociale, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado e persone detenute. L’obiettivo è valutare l’impatto dei progetti formativi sostenuti e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.
IL NOSTRO ARTICOLO PUBBLICATO IL 26 FEBBRAIO 2025, ORE 11.41
In meno di 10 righe, il Decreto del presidente del Consiglio pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 13 febbraio cancella lo stanziamento di 70 milioni di euro per l’anno 2025 per finanziare il Fondo per la Repubblica digitale.
Il Fondo, istituito con il decreto legge 59/2001, si proponeva di accompagnare l’Italia verso la transizione digitale e ampliare le conoscenze in materia digitale, attraverso un’innovativa partnership tra il pubblico e il privato sociale.
L’importanza dell’iniziativa è ben evidenziata sul sito del Fondo per la Repubblica digitale, realizzato dal Dipartimento per la transizione digitale, dove si spiega che “Secondo il 2030 Digital Decade Report della Commissione europea, pubblicato a settembre 2023, in Italia sono 26 milioni le persone senza competenze digitali di base. Si tratta del 54% della popolazione tra i 16 e i 74 anni, rispetto al 46% della media Ue. Inoltre, solo il 43,1% delle donne possiede competenze digitali di base, rispetto al dato Ue del 52,3%. Il nostro Paese, in aggiunta, presenta il più alto tasso di NEET: sono, infatti, più di 2,2 milioni”.
Istituita nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), l’iniziativa mirava proprio a sanare questo gap tra situazione italiana e media europea.
E allora perché cancellare il finanziamento? La causa sarebbe la “mancata disponibilità di risorse nel bilancio 2025”, probabilmente dovuta a errate valutazioni durante la predisposizione del bilancio previsionale per il 2025.
La preoccupazione del Terzo Settore
CISV ETS, FOCSIV-Volontari nel Mondo, Gnucoop, Impactskills, Informatici Senza Frontiere, ITac@, Jengalab manifestano congiuntamente la propria preoccupazione per la decisione del Governo.
In un momento in cui si fa un gran parlare di tecnologie emergenti, di Intelligenza Artificiale, di etica delle tecnologie e dell’importanza di investire sull’alfabetizzazione digitale e sull’alfabetizzazione in materia IA, quella di tagliare i fondi è una decisione che ci lascia perplessi.
Il rischio è di perdere ulteriormente terreno nei confronti degli altri paesi europei e non solo. Inoltre, di riflesso, ne risentirà anche il mondo delle Piccole e medie imprese, l’ecosistema delle start-up italiano, ma anche gli enti no profit e gli enti del Terzo Settore.
I piccoli player, particolarmente in questo momento storico, hanno necessità di essere accompagnati e supportati in un percorso di digitalizzazione etico e sostenibile.