Donne africane contro il divario digitale: Soronko Academy e Code Queens Africa
Quello del gender gap digitale è un problema globale, che in Africa diventa ancora più pressante. Stando a una recente ricerca della GSMA, quasi 200 milion di persone nell’Africa subsahariana non hanno accesso alla banda larga mobile. La situazione peggiora per le donne: il rapporto Mobile Gender Gap dell’organizzazione mostra che le donne nella regione hanno il 36% di probabilità in meno rispetto agli uomini di adottare l’Internet mobile.
Per cercare di colmare questo divario occorrono ingenti investimenti a livello globale, ma non mancano iniziative locali, che negli ultimi anni hanno permesso di fare importanti pasi avanti. È il caso di progetti come Soronko Academy in Ghana e il network Code Queens Africa, diffuso in vari Paesi del continente.
Soronko Academy: dove tutto è iniziato
Fondata nel 2017 ad Accra, capitale del Ghana, da Regina Honu, una delle prime donne ingegnere informatica dell’Africa occidentale, Soronko Academy è nata per dare una ripposta costruttiva alla domanda: perché le ragazze non stanno partecipando alla rivoluzione digitale?
Regina, dopo aver lavorato in multinazionali tecnologiche, ha deciso di creare uno spazio dedicato allo sviluppo di competenze digitali per bambine, adolescenti e giovani donne provenienti da contesti svantaggiati. L’accademia offre corsi di coding, pensiero computazionale, robotica, leadership e soft skills.
Negli anni, ha formato oltre 20mila ragazze in Ghana e in altri Paesi africani, espandendo il proprio impatto con programmi itineranti nelle zone rurali.
“Se vogliamo che le donne partecipino alla trasformazione digitale, dobbiamo cominciare presto e costruire fiducia.”
(Regina Honu)
Code Queens Africa: una rete di sorellanza tech
Nato nel 2020, Code Queens Africa è più di un progetto: è un movimento. Si tratta di una rete di comunità femminili tech presente in diversi Paesi dell’Africa orientale e occidentale (tra cui Nigeria, Kenya, Uganda, Camerun).
L’iniziativa si sviluppa attorno a bootcamp locali, gruppi di studio e programmi di mentorship che coinvolgono centinaia di ragazze e donne nella formazione su sviluppo web, intelligenza artificiale, design UX/UI e imprenditorialità digitale.
A differenza di Soronko Academy, che ha una sede fisica e una struttura formale, Code Queens Africa è più decentralizzato e si basa sull’autorganizzazione delle comunità: ogni “capitolo” locale può adattare le attività ai bisogni specifici del territorio, pur condividendo valori e metodologie.
Elementi comuni e impatto generato
Entrambi i progetti nascono per contrastare l’esclusione sistemica delle donne dal mondo digitale. Fornire una formazione accessibile e inclusiva è il denominatore comune: i programmi sono pensati anche, e soprattutto, per chi parte da zero, con l’intento di abbattere le barriere economiche e culturali.
Altro aspetto comune è il fatto di considerare la tecnologia non solo come competenza, ma anche come leva di emancipazione, leadership e cambiamento.
Inoltre, entrambi i progetti dispiegano un effetto moltiplicatore, contaminando altri Paesi africani, attraverso collaborazioni e alleanze con Ong, scuole e istituzioni.
A questo si aggiungono numeri incoraggianti. Come detto Soronko Academy ha formato oltre 20mila ragazze, molte delle quali hanno poi intrapreso carriere nel mondo tech o fondato startup locali.
Code Queens Africa ha visto la nascita di oltre 30 comunità attive in 8 diversi Paesi, contribuendo così a incrementare la presenza femminile nelle tech conference, negli hackathon e nei programmi Stem universitari.
“Per la Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva 2025”