Mastodon è l’alternativa etica a Twitter?

Lo studioso di media, blogger e attivista di Internet, Ethan Zuckerman in uno dei suoi discorsi nel 2011 ha descritto le differenze del Web 1.0. e Web 2.0. in questo modo: “il Web 1.0. ha permesso agli accademici di pubblicare i loro articoli mentre il Web 2.0. ha permesso a tutti di pubblicare le foto di simpatici gattini”. 

Il 2011 è stato l’anno dell’hype del Web 2.0: piattaforme social come YouTube, Facebook e Twitter erano al loro apice. Le organizzazioni senza scopo di lucro – non importa se organizzazioni internazionali, nazionali o piccole organizzazioni locali – si sono adattate alla comunicazione di queste piattaforme e le istituzioni pubbliche hanno anche trasformato le loro comunicazioni da comunicazioni rigide in stile PR a comunicazioni più interattive con il pubblico.

Tutti credevano che i social media stessero portando le democrazie in tutto il mondo, rovesciando regimi e creando società più trasparenti e partecipative.  La rivista Time annunciò come Persona dell’Anno 2011 “The Protestor“.

Questo clamore, tuttavia, svanì presto. I grandi social network come Facebook hanno iniziato a creare monopoli acquisendo competitor come Instagram e Whatsapp. Il loro modello di business era basato sulla pubblicità, pertanto, l’algoritmo di questi social rispondeva alle richieste degli inserzionisti, alla ricerca di nuovi clienti. Per questo motivo gli utenti hanno iniziato a ricevere della pubblicità sempre più mirata. 

L’algoritmo di YouTube  che ti mostra i video consigliati è stato chiamato “The Great Radicalizer” da Zeynep Tufekci che ha notato come “I video sul vegetarismo hanno portato a video sul veganismo; i video sul jogging a video sulle maratone”. La conclusione a cui arriva Tufekci è il fatto che sembra che tu non sia mai abbastanza “hardcore” per l’algoritmo di YouTube. 

Nel 2013, le rivelazioni di Edward Snowden hanno evidenziato come milioni di utenti in tutto il mondo siano spiati attraverso i social media. 

Nel 2016 è accaduto lo scandalo Cambridge Analytica che ha influenzato le elezioni di una delle più grandi democrazie del mondo: gli Stati Uniti d’America. 

Più recentemente, nel 2021, il Wall Street Journal ha pubblicato una ricerca interna di Facebook che ha mostrato come Instagram sia tossico per le ragazze adolescenti. 

Per via di questi avvenimenti è maturato un certo grado di sfiducia da parte degli utenti verso i social. Questa sfiducia è cresciuta quando Elon Musk ha annunciato l’acquisto di Twitter che dal 2013 era pubblico, il che significa che tutti potevano acquistarne azioni. 

Twitter di per sé era considerato un social network “elitario”. Con l’acquisizione di Elon Musk invece la società è diventata privata e ciò ha provocato indignazione tra accademici, attivisti di Internet e altre persone influenti che consideravano Twitter come “l’agorà democratica”. 

Questa indignazione ha dato origine ad un nuovo social media chiamato Mastodon. Secondo il suo creatore, Eugen Rochko, “Mastodon è recentemente esploso in popolarità, passando da circa 300.000 utenti attivi mensili a 2,5 milioni tra i mesi di ottobre e novembre [2022], con sempre più giornalisti, personaggi politici, scrittori, attori e organizzazioni che si trasferiscono”. 

Mastodon è un software gratuito e open source, federato e amministrato in modo decentralizzato per l’esecuzione di servizi di social networking self-hosted. Ha funzionalità di microblogging simili a Twitter, ma con molte differenze. Di seguito alcune delle principali differenze:

  • Mastodon è un’organizzazione senza scopo di lucro e ha recentemente rifiutato molteplici offerte di investimento a sei cifre da società di venture capital statunitensi.  
  • Mastodon è anche una piattaforma decentralizzata, ovvero ogni singola persona, un collettivo o un’organizzazione può impostare il proprio server, progettare regole specifiche della comunità e controllarlo in modo decentralizzato e indipendente. Questi spazi/comunità sono, tuttavia, interconnessi con altri spazi/comunità attraverso il Fediverse, una rete di server interconnessi che comunicano tra loro sulla base di protocolli di rete decentralizzati. Ciò significa che si dispone di una sequenza temporale locale che è la sequenza temporale della comunità e la sequenza temporale federata che è la connessione di tutti i server. 
  • Mastodon non consente pubblicità e promozione, né ha un algoritmo che influenza il contenuto promuovendo o penalizzando determinati tipi di contenuti.
  • Mastodon ha impostazioni sulla privacy migliori di Twitter. Gli utenti possono scegliere se vogliono che i loro post siano pubblici, visibili solo ai follower o visibili solo agli utenti menzionati. Ciò offre agli utenti un maggiore controllo su chi vede i loro contenuti.

Detto questo, un numero crescente di organizzazioni sta creando i propri server e la propria comunità su Mastodon. Nel lungo termine, aiuterà a creare più spazi sicuri online che non sono influenzati dalle grandi aziende tecnologiche private, né dalle modifiche algoritmiche che le aziende private fanno per rispondere alle loro esigenze interne. 

Charity Digital ha scritto l’anno scorso una breve guida per gli enti di beneficenza interessati a utilizzare Mastodon. L’European Digital Rights ha elogiato Mastodon e la funzione Fediverse come una benedizione per i diritti digitali. In conclusione, possiamo sostenere che Mastodon fornisce un’alternativa ai social network controllati dalle Big Tech. Lo fa dandoci la possibilità di creare piccole community, in spazi più sicuri e con comunicazioni più lente come antidoto alla velocità richiesta da reti come Facebook, Instagram, YouTube e Twitter, in particolare quando si tratta di disinformazione e propaganda. 

Articolo scritto da Ron Salaj e tradotto da Alessio Sammarco

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