Presentata la ricerca sul ruolo delle ICT per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

ICT4SDGs

Impactskills ha presentato oggi, giovedì 28 settembre 2023, la ricerca “The role of ICT in achieving SDGs in countries with low digital infrastructure”, alla presenza del ministro Carlo Batori: “L’obiettivo per il 2024 è dotarci di una strategia italiana condivisa per il digital for development”

La ricerca, realizzata dall’Università degli Studi di Torino in collaborazione con ImpactSkills e sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, analizza l’efficacia e le migliori pratiche associate alle ICT4D (Information and Communication Technologie for development) nei 22 paesi prioritari per il Ministero, con attenzione particolare agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

Una delle sfide della cooperazione italiana è accogliere le potenzialità del digitale nelle proprie azioni di sviluppo. Già nel 1993 la cooperazione italiana ha sostenuto con un team di ingegneri e macchinari avanzati lo svolgimento del referendum per l’indipendenza dell’Eritrea. Da allora ci sono state realizzate attività importanti, ma manca un respiro strategico – ha spiegato il Ministro Carlo Batori –. Nel 2024 l’idea è quella di avviare una serrata riflessione con il coinvolgimento degli stakeholder per riflettere sui contenuti di una strategia italiana digital for development”.

A questo link è possibile scaricare l’intera ricerca in inglese

Questa ricerca si inserisce nel quadro di un più ampio insieme di attività che, come Università di Torino svolgiamo sui temi della cooperazione allo sviluppo, tra ricerca, formazione e terza missione – commenta Egidio Dansero, Vicerettore alla Sostenibilità e alla Cooperazione allo Sviluppo dell’Università e responsabile scientifico della ricerca –. Avere una fotografia del ruolo delle ICT nel campo dello sviluppo in generale e dello sviluppo sostenibile, in particolare, è fondamentale per valutare le tipologie di interventi e di azioni da mettere in atto. Ma anche, soprattutto per un’istituzione che si occupa di formazione, per individuare le giuste competenze da trasmettere a chi si sta preparando per lavorare nel mondo della cooperazione

Il report nasce dalle risposte fornite da un campione di ONG italiane a un questionario strutturato per indagare il ruolo delle ICT nei progetti di sviluppo, al fine di raggiungere gli SDGs. Ma anche da dati qualitativi raccolti attraverso interviste, da un’approfondita revisione della letteratura esistente e attraverso un processo di scouting tra esperti del settore, nonché la consultazione di una vasta gamma di documenti accademici e non, al fine di ottenere una comprensione approfondita del contesto e delle sfide legate all’implementazione delle ICT per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Qui sotto il video completo dell’evento di presentazione

I punti salienti della ricerca

Dalla ricerca emerge che le ICT risultano un abilitatore fondamentale per il raggiungimento degli SDGs, offrendo soluzioni scalabili per sfide sistemiche, come la riduzione della povertà, l’istruzione di qualità e l’assistenza sanitaria. Lo confermano diversi esempi che vengono illustrati nel report: uno su tutti il caso di Solar Sister, che impatta su tre obiettivi di sviluppo sostenibile: SDG 5 (uguaglianza di genere) e SDG 10 (riduzione delle diseguaglianze) SDG 13 (combattere il cambiamento climatico). L’impresa sociale mira ad emancipare le donne offrendo loro l’opportunità di gestire la distribuzione nell’ultimo miglio di prodotti energetici puliti quali pannelli solari. Il progetto, nato in Uganda nel 2010, è stato replicato in Nigeria nel 2012 e in Tanzania nel 2013.

Tuttavia, l’efficacia delle ICT4SDG è subordinata a molteplici fattori quali infrastrutture disponibili (e conseguente digital divide), governance e accettazione da parte della società. Le preoccupazioni etiche, in particolare quelle relative alla privacy e all’utilizzo dei dati, complicano ulteriormente il panorama. Inoltre, viene registrata una continua tensione tra investimenti in soluzioni tecnologiche e servizi di base, che solleva questioni sull’allocazione delle risorse e sulle priorità.

Stiamo assistendo a molteplici crisi che colpiscono ogni angolo del mondo: dai disastri naturali alle guerre, dai cambiamenti climatici alla nuova inflazione economica. Questo ha influito enormemente anche sui progressi degli Obiettivi di sviluppo sostenibile – spiega Ron Salaj, esperto di ICT4D di Impactskills e autore della ricerca –. D’altra parte, c’è sempre più interesse a sfruttare le tecnologie per uno sviluppo sostenibile. E la ricerca ha confermato che la tecnologia può svolgere un ruolo cruciale nel consentire lo sviluppo sostenibile, ma è necessaria un’elevata attenzione per garantire che si abbia un approccio basato sui diritti umani e inclusivo, fin dalle prime fasi, per evitare di esacerbare eventuali diseguaglianze

Attualmente è in atto una nuova rivoluzione digitale, stiamo entrando nell’era del Web 3.0, con nuove tecnologie, come AI, blockchain, realtà virtuale, droni e tecnologia di infrastruttura edge. Le promesse di queste nuove tecnologie sono alte, ma non esiste ancora un progetto empiricamente provato, a lungo termine e sostenibile, che abbia prodotto risultati dimostrabili in relazione al loro impiego per lo sviluppo sostenibile. E come accade in tutte le fasi di sperimentazione, questo si porta dietro grandi opportunità, ma anche grande incertezza.

I dati del questionario alle ONG

Le ONG italiane dimostrano di avere una percezione positiva sul ruolo delle ICT nei processi di sviluppo,  ne valutano l’impatto come “sostanziale” nel 42,3% dei casi e come “moderato” secondo il 38,5%, tuttavia risultano farne un uso ancora relativamente modesto.

Il 96,2% delle ONG fa uso di Information and Communication Technologies, ma gli strumenti più utilizzati sono i social media (96%) a cui seguono le app mobili (40%). Solo il 32% fa uso di strumenti di visualizzazione dei dati e nessuno degli intervistati fa uso di tecnologie emergenti (ad esempio, blockchain, machine learning).

Un altro elemento critico è rappresentato dalla carenza di strategie (80,8% dichiara di non avere una strategia ICT) e di personale ICT dedicato (il 57,7% ne è privo). E il 73,1% degli intervistati non conosce i Principi per lo sviluppo digitale, elemento che indica la necessità di una maggiore consapevolezza ed educazione.

Le raccomandazioni

Facendo tesoro di quanto emerso dalla ricerca, tra le raccomandazioni si propone una roadmap che abbraccia ricerca, rafforzamento delle competenze, collaborazione, innovazione e cooperazione internazionale.

Sarebbe importante attuare iniziative transdisciplinari a lungo termine, avviando collaborazioni con istituzioni accademiche per produrre approfondimenti basati sui dati e sviluppando ricerche esplorative su tecnologie emergenti, quali blockchain, Intelligenza Artificiale e apprendimento automatico.

Infine, sarebbe utile adottare un “quadro di valutazione per i progetti ICT4D”, per classificare i progetti in base al loro impatto, in modo da adottare un linguaggio comune nella valutazione dei risultati delle iniziative ICT4D.

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