Campagne a impatto social(e) raccontate dai protagonisti – video

Campagne a impatto sociale

“Nella società dell’informazione, ciò che non si comunica non esiste”. Prendendo in prestito le parole del giornalista Ignacio Ramonet, Silvia Pochettino, Ceo e founder di Impactskills, introduce il webinar “L’impatto social(e) delle campagne di comunicazione” e anticipa il senso e l’importanza del percorso di formazione “No Profit Sì Social”, che si propone di rispondere alla domanda: come fare a comunicare in maniera efficace e generare impatto?

E a questa domanda, in maniera sintetica ma esaustiva, hanno provato a rispondere i relatori coinvolti, portando le proprie esperienze e raccontando le proprie campagne.

Dopo l’introduzione di Silvia Stilli, portavoce dell’Associazione delle Ong italiane, che ha citato tre casi concreti, partendo dall’emergenza di Gaza, per evidenziare l’importanza della comunicazione sociale, si è entrati nel vivo delle campagne di comunicazione, raccontate direttamente dai protagonisti.

Nino Santomartino, vicepresidente Focsiv, vicepresidente vicario dell’AOI e direttore creativo di Idea Comunicazione, ha spiegato come, nella campagna 070, sono stati scelti il messaggio (“Il mondo ha fame. Di sviluppo”) e gli elementi grafici (una sveglia con le lancette che ruotano su una mappa del mondo e stanno per segnare le 070) per chiedere che l’Italia mantenga l’impegno assunto a livello internazionale di destinare, entro il 2030, lo 0,70% del reddito nazionale lordo alla cooperazione internazionale e allo sviluppo equo e solidale.

Paolo Ferrara, direttore generale della Fondazione Terres des Hommes Italia, ha raccontato la nascita della campagna Indifesa nel 2010. Si è partiti analizzando la community di riferimento e i temi di maggior interesse per questa community. Individuato il pubblico predominante (donne di età compresa tra i 35 e i 55 anni) e appurato che le comunicazioni legate al genere avevano una maggiore interazione da parte degli utenti, partendo dai dati, si è deciso di lavorare su quei temi.
Quella che avrebbe dovuto essere una campagna triennale sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo e in Italia è tutt’ora ancora attiva, è cresciuta, si è trasformata. Sicuramente ha generato impatto.

E di impatto si è rivelata anche la campagna Brescia + Gentile, una campagna locale lanciata dall’associazione ADL a Zavidovic. Ne hanno parlato Paola Arcari, consigliera dell’associazione, e Camilla e Ciarli, di Adoratorio Studio.
La campagna è volta a sensibilizzare e informare la cittadinanza sui diritti delle persone LGBTQIA+, nell’alveo di un progetto promosso da UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni. Si è deciso di partire da un termine, “Gentile”, che non si porta dietro idee precostituite e non risulta divisivo, per ottenere un coinvolgimento il più ampio possibile. Si è cercato di coinvolgere la comunità locale, partendo proprio dall’importanza di gesti “gentili”, da raccontare e condividere. Quindi si è cercato di costruire una rete di luoghi sicuri e accoglienti, in cui le persone possano sentirsi libere di esprimersi e di essere sé stesse.
Anche in questo caso, quella che doveva essere un progetto della durata di 6 mesi, ha protratto il suo impatto nel tempo, portando a creare alleanze, collaborazioni, rete.

Qui di seguito il video completo del webinar “L’impatto social(e) delle campagne di comunicazione”

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